Mission: la nostra storia

La Residenza San Michele nasce da un ambizioso progetto ideato da nostro padre, il quale ha costruito questa abitazione, realizzata inizialmente per la propria famiglia e successivamente trasformata in una casa alloggio per anziani. Nell’idea iniziale, concepita alcuni anni fa, quando il suo ideatore era ancora in vita, si era pensato di trasformare la nostra casa, ampia e accogliente, situata in un’ottima posizione, luminosa e con grandi spazi, sia interni che esterni, in un luogo dedicato alla cura e al benessere delle persone anziane.

Più precisamente si era pensato a quelle persone che hanno voglia di continuare il loro percorso di vita non più soli, nella propria abitazione, dove a volte la solitudine può diventare insopportabile e difficile da affrontare, ma accompagnati e sostenuti da coloro che aiutano a risolvere quelle difficoltà quotidiane che non si possono più gestire, che possono dedicare tempo e attenzione a piccoli e grandi bisogni e possono condividere dolori e gioie, malinconia e buon umore, tristezza e allegria.

Per questo la nostra residenza non è solo un luogo di soggiorno, ma una vera comunità in cui integrarsi, in cui gli ospiti trovano ascolto per i loro bisogni e  si aprono a nuove esperienze. Crediamo fermamente che la condivisione di qualsiasi emozione sia la forza per andare avanti e siamo convinti che il benessere passi attraverso la socialità ed il sostegno reciproco perchè, come sosteneva Gabriel Garcia Marquez “La morte non arriva con la vecchiaia ma con la solitudine”.

Abbiamo trasformato il sogno di nostro padre in una splendida realtà, un luogo dove sarete accolti con le attenzioni ed il calore che ciascuno merita, ma soprattutto dove il rispetto per la persona e per la dignità umana è sempre al primo posto.

Una chiacchierata, uno stimolo per uscire all’aria aperta in giardino e camminare in compagnia, variare l’alimentazione, cucinare qualcosa insieme, cantare e divertirsi, ma anche raccontarsi, ricordare, emozionarsi, ridere e piangere, tutto ciò è vita e questa vita può essere in grado di trasformare il quotidiano della persona sola in una esperienza di condivisione che rende l’anziano meno fragile e più sicuro delle proprie capacità. La solitudine logora la persona ed è un fattore di rischio per il deterioramento cognitivo precoce.